Month: Novembre 2023

by Pietro Borsari Pietro Borsari Nessun commento

OpenAI si impegna a pagare le spese legali per gli utenti accusati di violazione del copyright

Arriva la decisione di Open AI, azienda che gestisce ChatGPT, di impegnarsi a pagare le spese legali per tutti gli utenti che sono stati citati in giudizio per violazione del copyright in relazione all’utilizzo del chatbot. 

Si tratta di una strategia di “Copyright Shield” che mira a fornire tutela agli utenti business di ChatGPT Enterprise e della piattaforma disponibile per gli sviluppatori. L’annuncio è avvenuto il 6 Novembre al DevDay, quando il CEO di OpenAI, Sam Altman, ha dichiarato che l’azienda intende porsi a difesa dei suoi clienti sobbarcandosi i costi dell’assistenza legale di questi ultimi davanti a procedimenti giudiziari legati alla violazione del Copyright nell’ambito dell’utilizzo di ChatGPT Enterprise e API. Si tratta di una linea già adottata da colossi come Microsoft, Google e Amazon, i cui utenti erano rimasti a loro volta coinvolti in controversie giudiziarie sempre legate alla violazione del copyright.

Una contromossa che le grandi major hanno messo in campo in risposta alle proteste che, negli ultimi mesi, hanno travolto il mondo dell’intelligenza artificiale. Le critiche riguardano principalmente l’impiego dell’AI nelle professioni creative: Cinema, arte, letteratura, il timore di molti è che le grandi aziende, in barba alle regole sul copyright, utilizzino i prodotti della creatività umana per istruire le intelligenze artificiali alla produzioni di contenuti sempre più elaborati per poi sostituirle gradualmente ai tanti lavoratori del settore. Un tema questo che ha spinto molti artisti e sceneggiatori a scendere in piazza in occasione dell’enorme sciopero che ha bloccato l’industria di Hollywood per mesi. A portare la polemica dalle piazze ai tribunali è stata la comica statunitense Sarah Silverman, seguita subito dopo dall’Authors Guild, il sindacato che riunisce i professionisti dell’industria editoriale americana, che si è impegnato ad inserire nei contratti una clausola che impedisca ai testi prodotti di essere utilizzati per l’addestramento delle intelligenze artificiali.

by Manzella Associati Manzella Associati Nessun commento

Marchio “DIEGO MARADONA”, arriva la sentenza del Tribunale UE

É di recente pubblicazione la sentenza del Tribunale dell’Unione Europea che ha confermato la decisione dell’Ufficio europeo per la proprietà intellettuale (EUIPO) di non registrare il trasferimento di proprietà del marchio “DIEGO MARADONA” richiesto da Sattvica, società argentina appartenente all’ex legale di Diego Armando Maradona. Le ragioni della sentenza si possono rintracciare nell’assenza, verificata sulla documentazione presentata dal ricorrente, di elementi che dimostrassero l’avvenuta cessione del marchio in favore della società.Si tratta dell’ennesimo capitolo della lunga vicenda relativa all’eredità dello scomparso campione argentino che, in questo caso, vede una vittoria degli eredi. Con questa sentenza, il Tribunale Ue ha confermato il no dell’Euipo alla registrazione del trasferimento del marchio in favore di Sattvica.Quella che si sta consumando sui diritti di immagine relativi al nome del compianto Maradona è una vera e propria guerra legale di portata globale, una contesa che attraversa almeno tre continenti, dal Sudamerica fino al Giappone, passando naturalmente per l’Unione Europea.

Ma ripercorriamo i fatti. Nel 2001 Maradona ha presentato all’EUIPO una domanda di registrazione europea del marchio “DIEGO MARADONA” perdiverse categorie di beni, in particolare relativi all’abbigliamento. La registrazione è stata infine a accolta nel 2008. Nel 2021, poco più di un anno dopo la scomparsa del calciatore, la società Sattvica, ritenendo di essere beneficiaria del trasferimento del marchio, ha richiesto all’EUIPO di registrare il trasferimento sulla base di un’autorizzazione emessa da Maradona in suo favore nel 2015 che autorizzava lo sfruttamento commerciale del marchio e un accordo che stabiliva la medesima cosa. L’EUIPO inizialmente ha accolto la registrazione ma, successivamente, dopo l’intervento degli eredi di Diego Armando Maradona, ha annullato la stessa. Nella sua decisione del marzo 2022, l’EUIPO ha giudicato insufficiente la documentazione prodotta da Sattvica per dimostrare l’avvenuto trasferimento del marchio in capo a quest’ultima. É intervenuto allora un ricorso presentato dalla società argentina al Tribunale Ue per annullare la decisione dell’Ufficio europeo dei brevetti.Si arriva così al verdetto con il quale il Tribunale ha respinto il ricorso confermando la decisione dell’Euipo, stabilendo inoltre l’impossibilita da parte di Sattvica di sanare i vizi riscontrati nella documentazione a causa della sopraggiunta scomparsa del calciatore. Ora la società potrà ricorrere nuovamente alla Corte Ue, tuttavia le motivazioni della sentenza appaiono piuttosto solide e le speranze in un ribaltamento della stessa sembrano scarse.

by Manzella Associati Manzella Associati Nessun commento

Pubblicato il report “World Intellectual Property Indicators 2023” di WIPO 

La WIPO, l’Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale, ha pubblicato il rapporto sugli indicatori mondiali della proprietà intellettuale 2023, un documento che racconta l’andamento del sistema della proprietà intellettuale nel mondo.

Nel 2022 l’attività brevettuale ha raggiunto nuovi record a livello globale, con lo slancio offerto dai sistemi di innovazione indiani e cinesi, ma sul futuro di questi risultati incoraggianti incombono tuttavia alcune incertezze, dovute alla situazione politica ed economica in diverse aree del pianeta.

L’indagine rileva un aumento considerevole dei depositi di brevetti in Cina e India,  entrambi paesi tra i principali responsabili della crescita mondiale nel 2022. Le domande presentate da cittadini cinesi sono quasi 1,58 milioni, sia nelle giurisdizioni nazionali che in quelle estere, a seguire troviamo gli Usa con più di 505 mila domande, il Giappone con 405 mila, la Corea del Sud con 272 mila e la Germania con più di 155 mila domande.

A partire dall’anno 2021 quella informatica è diventata la tecnologia più frequentemente presente nelle domande di brevetto pubblicate a livello mondiale, con l’11,1% del totale, a seguire troviamo le macchine elettriche, la misurazione, la tecnologia medica e la comunicazione digitale.

Per quanto riguarda i marchi, nel 2022 sono state depositate 11,8 milioni di domande di marchio nel mondo. Nonostante gli strascichi della distorsione pandemica il dato tendenziale dei depositi continua ad essere positivo. Anche nel settore dei marchi a dominare la prima posizione è la Cina, con 7,7 milioni di classi di domande nazionali presentate nel 2022; seguono Usa, Turchia, Germania e India.

Per quanto concerne invece le indicazioni geografiche, i dati forniti dalle 91 entità nazionali e regionali analizzate indicano che nel 2022 erano in vigore 58.400 indicazioni geografiche protette (IGP). A dominare il podio troviamo la Cina (9.571), l’Ungheria (7.843) e la Germania (7.386).

by Pietro Borsari Pietro Borsari Nessun commento

Nuovo tribunale unificato dei brevetti, una svolta nell’applicazione dei brevetti in Europa 

L’Europa è da sempre terra di innovazione e progresso tecnologico, capace di coltivare grandi talenti e ospitare importanti invenzioni che hanno cambiato la storia. Nonostante questa ricchezza intellettuale l’Unione Europa ha faticato a dare un’applicazione uniforme alla legge sui brevetti, attraverso un processo legislativo lungo, complesso e costoso a causa delle diverse giurisdizioni nazionali. Nel tentativo di semplificare questo processo è stato creato il Tribunale Unificato dei Brevetti.

Per molti anni l’UE ha discusso l’idea di creare un tribunale unificato per i brevetti e solo nel 2013 è stato raggiunto un traguardo importante con la firma dell’Accordo sul Tribunale Unificato dei Brevetti (Unified Patent Court Agreement, UPC Agreement), che è stato ratificato da un numero significativo di paesi europei. L’uscita di alcuni paesi dall’UE e/o dall’Accordo ha rallentato l’istituzione del tribunale, che ha visto la luce solo il 1 giugno 2023.

I vantaggi di questo strumento di risoluzione delle controversie sono svariati.

  • Giurisdizione unica: prima dell’istituzione del tribunale, i titolari dei brevetti dovevano affrontare le cause nei tribunali nazionali, con regolamenti e procedimenti differenti da stato a stato. Il Tribunale Unificato dei Brevetti offre una giurisdizione unificata, semplificando notevolmente il processo.
  • Coerenza delle decisioni: il tribunale unitario contribuisce a dare una profilo più armonioso e coerente alla giurisprudenza europea in materia di brevetti, estendendo l’ambito di applicazione delle decisioni a tutti i paesi aderenti all’Accordo.
  • Innovazione: la semplificazione del sistema di applicazione della legge sui brevetti attraverso il tribunale unitario è maggiormente capace di promuovere l’innovazione nel contesto dell’Unione Europea.
  • Riduzione dei tempi e dei costi: l’unificazione riduce tempistiche e costi associati alle controversie brevettuali. Ad esempio, difensori e consulenti non devono più adattarsi alle diverse lingue e procedure, rendendo il processo molto più efficiente.

Il tribunale ha già prodotto diverse sentenze che contribuiscono a dare vita ad una prima ossatura di una nuova giurisprudenza in materia.

Per le imprese e i titolari di brevetti che intendono usufruire dei vantaggi offerti dal Tribunale Unificato dei Brevetti, la consulenza specializzata è fondamentale: lo studio Manzella & Associati non ha tardato ad intrecciare la sua attività di consulenza con questa nuova esperienza, offrendo la sua esperienza e competenza in questo ambito. 

Per ulteriori informazioni su come possiamo aiutarvi a sfruttare al meglio il Tribunale Unificato dei Brevetti, non esitate a contattarci. 

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