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Via libera del Parlamento Ue al regolamento sul rafforzamento delle indicazioni geografiche

Il Parlamento Europeo ha recentemente dato il via libera a un nuovo regolamento che mira a rafforzare la protezione delle indicazioni geografiche (IG) nell’Unione Europea. Il nuovo regolamento sulle indicazioni geografiche rappresenta un importante passo avanti nella protezione e nella promozione dei prodotti agricoli europei. Con queste nuove disposizioni, l’Unione Europea si impegna a sostenere i suoi produttori e a garantire la qualità e l’autenticità dei prodotti alimentari europei ai consumatori di tutto il mondo.

Una delle principali caratteristiche del nuovo regolamento è la semplificazione del processo di registrazione delle indicazioni geografiche da parte dei produttori, consentendo loro di proteggere meglio i loro prodotti e i loro marchi. Il regolamento include inoltre disposizioni volte a prevenire l’utilizzo illegale delle indicazioni geografiche online. Si tratta di un passo importante, considerando l’aumento del commercio elettronico e la diffusione di pratiche commerciali ingannevoli. Grazie agli strumenti di geoblocking e ad altre misure di protezione online, i produttori saranno in grado di contrastare l’abuso delle loro indicazioni geografiche su internet.

Oltre alla protezione online, il regolamento stabilisce regole riguardanti l’utilizzo delle indicazioni geografiche come ingredienti. Questo significa che i produttori dovranno rispettare determinati standard quando utilizzano ingredienti con indicazioni geografiche nei loro prodotti trasformati. Un altro punto importante è l’aumento dei diritti per i produttori di indicazioni geografiche. Il regolamento concede loro maggiori poteri per contrastare pratiche commerciali dannose e per proteggere l’immagine e il valore dei loro prodotti. Questo è fondamentale per garantire la sostenibilità delle filiere agroalimentari di qualità in Europa. Infine è previsto anche un processo di registrazione più rapido e trasparente per le nuove indicazioni geografiche, cosa che permetterà ai produttori di ottenere la protezione per i loro prodotti in tempi ridotti e di portarli sul mercato in modo sicuro e affidabile.

by Pietro Borsari Pietro Borsari Nessun commento

Arriva la pronuncia del Tribunale UE: respinto il ricorso contro la denominazione registrata ‘Halloumi’

Il Tribunale dell’Unione europea è stato recentemente chiamato a pronunciarsi su un caso particolarmente interessante. Si tratta della questione relativa alla denominazione “Halloumi”, registrata nel 2021 come DOP dalla Commissione europea a seguito della richiesta del governo cipriota. A guidare la decisione sono alcune caratteristiche proprie di questo formaggio, come la resistenza a fondere ad alta temperatura. Ma l’Halloumi non è solo un formaggio: è anche il simbolo della divisione politica che da decenni caratterizza l’isola di Cipro, oltre che dell’insanabile conflitto geopolitico che la riguarda. L’isola, divisa dal 1974 a seguito dell’occupazione da parte della Turchia, ha ottenuto una “doppia DOP”, che comprende anche l’Hellim, il nome con cui è chiamato lo stesso formaggio nell’autoproclamata Repubblica turca di Cipro del nord, non riconosciuta dalla comunità internazionale. A seguito di ciò, alcuni produttori del sud hanno cominciato a temere la concorrenza da parte del nord, dove manodopera e materie prime costano meno. Ed è così che la Papouis Dairies Ltd, società cipriota, insieme ad altri soggetti, ha presentato un ricorso al Tribunale UE per annullare il regolamento esecutivo della Commissione del 12 aprile 2021 recante l’iscrizione di un nome nel registro delle denominazioni di origine protette e delle indicazioni geografiche protette [Χαλλούμι (Halloumi)/Hellim (DOP)]. Alla base del ricorso una presunta incompatibilità con le norme dell’UE. Il ricorso è stato tuttavia respinto. Il Tribunale dell’Unione Europea ha infatti evidenziato che la richiesta di registrazione per l’Halloumi non entra in conflitto con la normativa nazionale esistente e che la Commissione non è obbligata a verificare se il metodo di produzione descritto nella richiesta di registrazione rispetti una specifica norma nazionale preesistente. Il Tribunale ha sottolineato inoltre che la norma richiamata non esclude la possibilità che la proporzione di latte caprino o di pecora o la loro combinazione nel formaggio possa superare quella di latte vaccino. Allo stesso tempo, ha respinto l’argomento che sosteneva che la Commissione europea avesse omesso di analizzare l’impatto della registrazione sul mercato di produzione dell’Halloumi. Infine, il Tribunale ha messo in evidenza che l’annullamento di un atto da parte di un giudice nazionale, successivo alla registrazione della denominazione, non comporta automaticamente la nullità dell’atto di registrazione adottato dalla Commissione.
Resta comunque il fatto che la Commissione è tenuta a valutare le conseguenze di tale annullamento.

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Fondo PMI di EUIPO, al via l’edizione 2024

Lo scorso 22 gennaio è partita l’edizione 2024 del Fondo PMI di EUIPO, creato nel 2022 per fornire incentivi alle piccole e medie imprese attraverso un sistema di voucher. L’idea nasce dalla consapevolezza che le PMI sono un pilastro portante dell’economia europea, con l’obiettivo di contribuire al rafforzamento della crescita e della competitività delle imprese, incentivando una ripresa più rapida e consistente delle economie europee, oltre a una maggiore resilienza delle stesse nel difficile contesto economico caratterizzato dal connubio tra la pandemia da Covid – 19 e la guerra in Ucraina.

Il fondo ha lo scopo di aiutare in modo specifico le PMI che hanno sede nell’Unione Europea e in Ucraina ad utilizzare al meglio la proprietà intellettuale, fornendo un sostegno economico per coprire i costi relativi al suo sfruttamento.

Per il 2024 il Fondo ha come obiettivo quello di aiutare finanziariamente le PMI che desiderano:

  • proteggere i loro marchi, disegni o modelli mediante sistemi di Proprietà intellettuale nazionali, regionali, europei o internazionali
  • godere dei benefici di un servizio di pre-diagnosi della proprietà intellettuale 
  • proteggere i brevetti a livello nazionale ed europeo utilizzando anche servizi di ricerca di anteriorità forniti dagli uffici di proprietà intellettuale degli Stati membri
  • proteggere le varietà vegetali comunitarie.

Il Fondo PMI 2024 prevede:

  • Voucher 2, con un rimborso per le tasse di registrazione di marchi e disegni nazionali ed esteri fino ad un massimo di 1.000 euro ad impresa
  • Voucher 3, con un rimborso delle tasse di deposito per brevetti nazionali ed esteri fino ad un massimo di 3.500 euro e rimborso delle spese di consulenza per la redazione e il deposito delle domande di brevetto europeo fino ad un massimo di 2.000 euro
  • Voucher 4, con un rimborso delle tasse di deposito e di esame online delle domande di varietà vegetali comunitarie fino ad un massimo di 1.500 euro

Il Fondo PMI 2024 di EUIPO si chiuderà il 6 dicembre 2024, salvo esaurimento anticipato della dotazione finanziaria. Le imprese interessate possono fare domanda online sul sito di EUIPO (https://www.euipo.europa.eu/discover-ip/sme-fund/overview?mtm_campaign=ip-it)

by Pietro Borsari Pietro Borsari Nessun commento

Al via la presentazione delle domande per i WIPO Global Awards

La WIPO, l’Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale, ha istituito nel 2022 i WIPO Global Awards, un premio destinato ad imprese ed individui che hanno utilizzato la proprietà intellettuale per commercializzare prodotti e servizi dal grande valore innovativo e creativo in vari settori, inclusi i marchi locali e internazionali o la tecnologia verde, nel proprio paese e al di là dei confini nazionali.

Per accedere al premio è necessario essere una PMI o una start-up situata in almeno uno dei 193 Stati membri della WIPO. Tutte le candidature devono essere presentate in una delle sei lingue ufficiali dell’ONU (arabo, cinese, inglese, francese, russo o spagnolo) o in giapponese entro il 31 marzo 2024.

Analogamente alle edizioni precedenti, una giuria indipendente di esperti selezionerà fino a sette vincitori. L’annuncio dei vincitori avverrà pubblicamente durante una cerimonia di premiazione che si terrà durante l’Assemblea generale dell’WIPO prevista per luglio 2024 presso la sede dell’WIPO a Ginevra, in Svizzera.

Quest’anno, i giurati prenderanno in considerazione anche il contributo di ogni azienda concorrente al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite, un criterio che si pone in linea con lo spirito del premio, ispirato all’idea che vi sia un valore sociale nell’innovazione nel campo della proprietà intellettuale. I vincitori non riceveranno solo un riconoscimento, ma potranno beneficiare anche di un sostegno per le loro strategie di impiego della proprietà intellettuale, tra le quali figurano la raccolta fondi, supporto pubblicitario e opportunità di partnership.

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Il New York Times contro Open AI, inizia la battaglia legale

Il New York Times ha dato inizio ad una battaglia legale contro OpenAI e Microsoft, accusandoli di utilizzare milioni dei suoi articoli per addestrare le intelligenze artificiali di ChatGPT e Copilot. Il noto quotidiano ritiene che, grazie anche all’acquisizione delle sue pubblicazioni, le AI avrebbero raggiunto un tale livello di avanzamento da permettere loro di sviluppare creazioni in grado di competere con quelle giornalistiche, dando vita ad una concorrenza assai sgradita.

La causa civile, che è stata avviata davanti al tribunale distrettuale federale di Manhattan e potrebbe portare ad un risarcimento di miliardi di dollari, mette ancora una volta in evidenza le preoccupazioni legate all’intelligenza artificiale generativa nell’utilizzo non autorizzato di contenuti protetti dal copyright. Oltre a evidenziare i rischi per l’industria dell’informazione, l’azione legale sottolinea la vulnerabilità di scrittori, archivi fotografici e attori, il cui materiale viene utilizzato per addestrare l’IA senza un giusto compenso.

L’industria dell’informazione risulta particolarmente esposta al rischio di minori ricavi a causa della proliferazione di offerte di articoli generati dall’IA. Le nuove versioni di queste applicazioni vanno oltre la produzione di testi, creando foto, filmati e persino musica: queste evoluzioni hanno amplificato i problemi precedentemente evidenziati solo nella parte scritta, come la manipolazione di video e la partecipazione a concorsi fotografici con immagini generate dall’IA. 

Microsoft finora non ha rilasciato commenti, mentre una portavoce di OpenAI, Lindsay Held, ha dichiarato che l’azienda è rimasta “sorpresa e delusa” dalla causa legale ma che, nonostante ciò, OpenAI si dichiara aperta al dialogo costruttivo, sperando di trovare un accordo che sia vantaggioso per entrambe le parti, come avviene già con molti altri editori.

Il NYT ha confermato precedenti tentativi di negoziare un accordo commerciale con OpenAI e Microsoft nei mesi precedenti, senza successo. L’azione legale potrebbe essere un tentativo di forzare le due società a riconoscere e ricompensare adeguatamente il NYT per l’utilizzo dei suoi contenuti. La decisione di portare la questione davanti ai tribunali potrebbe rappresentare solo l’inizio di una complessa battaglia legale che potrebbe definire il futuro delle relazioni tra i media tradizionali e l’intelligenza artificiale. 

by Pietro Borsari Pietro Borsari Nessun commento

Bando per la promozione all’estero dei marchi collettivi e di certificazione

Il Ministero delle imprese e del made in Italy ha stabilito i criteri e le modalità di applicazione dell’agevolazione diretta a sostenere la promozione all’estero di marchi collettivi e di certificazione volontari italiani. A sostenere finanziariamente il bando uno stanziamento di ben 2,4 milioni di euro.

Il decreto fissa le modalità di presentazione delle domande, i criteri di valutazione, le modalità di rendicontazione delle spese e versamento dei contributi per l’anno 2023.
Il Bando Marchi Collettivi 2023 intende sostenere le attività di promozione all’estero di marchi collettivi e di certificazione. Per poter accedere al bando occorre che i marchi devono essere già registrati al momento della presentazione della domanda.

Il bando è rivolto a:

  • Associazioni rappresentative delle categorie produttive
  • consorzi di tutela di cui all’art. 53 della legge 24 aprile 1998, n.128
  • altri organismi di tipo associativo o cooperativo

Le agevolazioni possono arrivare fino a 150 mila euro per ciascun soggetto beneficiario e possono essere concesse sul 70% delle spese riguardanti

  • Eventi collaterali alle manifestazioni fieristiche internazionali
  • Fiere e saloni internazionali
  • Incontri bilaterali con associazioni estere
  • Seminari in italia con operatori esteri e all’estero
  • Azioni di comunicazione sul mercato estero, anche attraverso GDO ecanali on-line
  • Creazione di comunità virtuali a supporto del marchio.

Le domande possono essere presentate al soggetto gestore, Unioncamere, dal 27 dicembre 2023 al 23 gennaio 2024.

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Marry Christmas and happy New Year

Our office is closed from 23 December 2023 until 7 January 2024

Lo Studio sarà chiuso dal 23 dicembre 2023 al 7 gennaio 2024

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For urgent matters please write to trademarks@manzella.eu and patents@manzella.eu

Per questioni urgenti potete scrivere a trademarks@manzella.eu e patents@manzella.eu

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Quest’anno, come negli anni precedenti, lo Studio Manzella & Associati aderisce al Progetto All for Colegial dell’Associazione Cose dell’Altro Mondo ODV di Formigine (MO). 

Maggiori informazioni su questo progetto benefico sono reperibili al sito dell’Associazione:

https://www.cosedellaltromondo.net/progetto-brasile-all-for-colegial.php

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by Pietro Borsari Pietro Borsari Nessun commento

Il 2023 della proprietà intellettuale: un anno di cambiamenti

Per l’Italia il 2023 ha rappresentato un anno importante, denso di cambiamenti per il settore della proprietà intellettuale. Finalmente è entrata in vigore la Unified Patent Court (Corte Unificata dei Brevetti), con Milano scelta per sostituire Londra come terza sede della Divisione Centrale a partire dal giugno 2024. L’esito dell’intesa che ha visto la ricollocazione della sede a Milano è stato accolto come un grande successo e un’opportunità straordinaria per il nostro paese, nonostante una riduzione delle competenze previste.

Con la Corte Unificata ha preso il via anche la nuova tutela, rappresentata dai brevetti europei con effetto unitario. I primi dati confermano l’interesse degli stakeholders per questo nuovo istituto, creato per armonizzare la tutela, oltre che il mantenimento, la difesa e l’azionamento dei titoli brevettuali nei paesi, tra quelli aderenti alla Convenzione sul Brevetto Europeo, facenti parte della Unione Europea e in regime di cooperazione rafforzata per dare vita a una tutela brevettuale unitaria. Ad oggi risultano registrati 16.296 brevetti europei con effetto unitario, che rappresentano il 16,8% dei brevetti europei concessi dal 1° giugno 2023, data a partire dalla quale è stato possibile  presentare richieste di effetto unitario. Questi brevetti appartengono a diversi settori tecnologici, tra i quali la tecnologia medica (11,5%), l’ingegneria civile (5,9%), la tecnologia dei trasporti (5,4%), misure (5,3%), computer technology (4,3%), farmaceutica (3,7%).

Un’altra importante novità di quest’anno ha riguardato la riforma del Codice della Proprietà Industriale, entrata in vigore lo scorso 23 Agosto, con lo scopo di rafforzare la competitività economica dell’Italia attraverso la tutela dei diritti di proprietà industriale e al contempo semplificare le procedure amministrative. La riforma include numerosi interventi che, pur non andando a modificare radicalmente l’impianto del Codice, mirano a rafforzare gli strumenti di protezione che imprese ed enti di ricerca, in particolare, hanno a disposizione per difendere i propri sforzi competitivi.

“Innovazione” per Manzella & Associati significa opportunità, ma anche impegno, ad aggiornarsi continuamente per trasformare le sfide che accompagnano i cambiamenti, in nuove possibilità per quanti investono in ricerca e sviluppo.

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Al via il nuovo centro di mediazione dell’EUIPO

Lo scorso 22 novembre è stato ufficialmente aperto il centro di mediazione presso l’EUIPO, l’agenzia responsabile della registrazione di marchi, disegni e modelli dell’Unione europea. Questo centro fornirà gratuitamente servizi di risoluzione alternativa delle controversie a tutte le parti coinvolte in dispute sulla proprietà intellettuale pendenti.

Il centro di mediazione, raggiungibile attraverso il portale online di EUIPO, aiuterà le parti mediante un unico procedimento informatico, ovviando in tal modo a contenziosi onerosi e complessi e favorendo composizioni rapide, efficienti e integrali. A beneficiare maggiormente di questo servizio ci sono le piccole imprese, che potranno godere di una risoluzione dei conflitti più accessibile, soprattutto per quanto concerne i casi di controversie transnazionali.

Secondo Joao Negrao, Direttore esecutivo di Euipo, l’istituzione di questo centro rappresenta un passo importante verso un sistema più efficace di gestione dei contenziosi, che dia maggiore tutele ai diritti di proprietà intellettuale di cittadini e imprese e riduca i costi e la previsionalità delle controversie.
Negli ultimi anni, a causa dell’aumento delle richieste di marchi UE da parte di imprese con sede in paesi terzi, che oggi rappresentano ben il 42% del totale delle richieste, le controversie transfrontaliere in materia sono diventate sempre più comuni e rischiano di ingolfare il sistema europeo di contenzioso allungando i tempi ed aumentando i costi a carico delle imprese.

by Pietro Borsari Pietro Borsari Nessun commento

OpenAI si impegna a pagare le spese legali per gli utenti accusati di violazione del copyright

Arriva la decisione di Open AI, azienda che gestisce ChatGPT, di impegnarsi a pagare le spese legali per tutti gli utenti che sono stati citati in giudizio per violazione del copyright in relazione all’utilizzo del chatbot. 

Si tratta di una strategia di “Copyright Shield” che mira a fornire tutela agli utenti business di ChatGPT Enterprise e della piattaforma disponibile per gli sviluppatori. L’annuncio è avvenuto il 6 Novembre al DevDay, quando il CEO di OpenAI, Sam Altman, ha dichiarato che l’azienda intende porsi a difesa dei suoi clienti sobbarcandosi i costi dell’assistenza legale di questi ultimi davanti a procedimenti giudiziari legati alla violazione del Copyright nell’ambito dell’utilizzo di ChatGPT Enterprise e API. Si tratta di una linea già adottata da colossi come Microsoft, Google e Amazon, i cui utenti erano rimasti a loro volta coinvolti in controversie giudiziarie sempre legate alla violazione del copyright.

Una contromossa che le grandi major hanno messo in campo in risposta alle proteste che, negli ultimi mesi, hanno travolto il mondo dell’intelligenza artificiale. Le critiche riguardano principalmente l’impiego dell’AI nelle professioni creative: Cinema, arte, letteratura, il timore di molti è che le grandi aziende, in barba alle regole sul copyright, utilizzino i prodotti della creatività umana per istruire le intelligenze artificiali alla produzioni di contenuti sempre più elaborati per poi sostituirle gradualmente ai tanti lavoratori del settore. Un tema questo che ha spinto molti artisti e sceneggiatori a scendere in piazza in occasione dell’enorme sciopero che ha bloccato l’industria di Hollywood per mesi. A portare la polemica dalle piazze ai tribunali è stata la comica statunitense Sarah Silverman, seguita subito dopo dall’Authors Guild, il sindacato che riunisce i professionisti dell’industria editoriale americana, che si è impegnato ad inserire nei contratti una clausola che impedisca ai testi prodotti di essere utilizzati per l’addestramento delle intelligenze artificiali.

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