Arriva la pronuncia del Tribunale UE: respinto il ricorso contro la denominazione registrata ‘Halloumi’

by Pietro Borsari

Il Tribunale dell’Unione europea è stato recentemente chiamato a pronunciarsi su un caso particolarmente interessante. Si tratta della questione relativa alla denominazione “Halloumi”, registrata nel 2021 come DOP dalla Commissione europea a seguito della richiesta del governo cipriota. A guidare la decisione sono alcune caratteristiche proprie di questo formaggio, come la resistenza a fondere ad alta temperatura. Ma l’Halloumi non è solo un formaggio: è anche il simbolo della divisione politica che da decenni caratterizza l’isola di Cipro, oltre che dell’insanabile conflitto geopolitico che la riguarda. L’isola, divisa dal 1974 a seguito dell’occupazione da parte della Turchia, ha ottenuto una “doppia DOP”, che comprende anche l’Hellim, il nome con cui è chiamato lo stesso formaggio nell’autoproclamata Repubblica turca di Cipro del nord, non riconosciuta dalla comunità internazionale. A seguito di ciò, alcuni produttori del sud hanno cominciato a temere la concorrenza da parte del nord, dove manodopera e materie prime costano meno. Ed è così che la Papouis Dairies Ltd, società cipriota, insieme ad altri soggetti, ha presentato un ricorso al Tribunale UE per annullare il regolamento esecutivo della Commissione del 12 aprile 2021 recante l’iscrizione di un nome nel registro delle denominazioni di origine protette e delle indicazioni geografiche protette [Χαλλούμι (Halloumi)/Hellim (DOP)]. Alla base del ricorso una presunta incompatibilità con le norme dell’UE. Il ricorso è stato tuttavia respinto. Il Tribunale dell’Unione Europea ha infatti evidenziato che la richiesta di registrazione per l’Halloumi non entra in conflitto con la normativa nazionale esistente e che la Commissione non è obbligata a verificare se il metodo di produzione descritto nella richiesta di registrazione rispetti una specifica norma nazionale preesistente. Il Tribunale ha sottolineato inoltre che la norma richiamata non esclude la possibilità che la proporzione di latte caprino o di pecora o la loro combinazione nel formaggio possa superare quella di latte vaccino. Allo stesso tempo, ha respinto l’argomento che sosteneva che la Commissione europea avesse omesso di analizzare l’impatto della registrazione sul mercato di produzione dell’Halloumi. Infine, il Tribunale ha messo in evidenza che l’annullamento di un atto da parte di un giudice nazionale, successivo alla registrazione della denominazione, non comporta automaticamente la nullità dell’atto di registrazione adottato dalla Commissione.
Resta comunque il fatto che la Commissione è tenuta a valutare le conseguenze di tale annullamento.

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