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Fondo PMI di EUIPO, al via l’edizione 2024

Lo scorso 22 gennaio è partita l’edizione 2024 del Fondo PMI di EUIPO, creato nel 2022 per fornire incentivi alle piccole e medie imprese attraverso un sistema di voucher. L’idea nasce dalla consapevolezza che le PMI sono un pilastro portante dell’economia europea, con l’obiettivo di contribuire al rafforzamento della crescita e della competitività delle imprese, incentivando una ripresa più rapida e consistente delle economie europee, oltre a una maggiore resilienza delle stesse nel difficile contesto economico caratterizzato dal connubio tra la pandemia da Covid – 19 e la guerra in Ucraina.

Il fondo ha lo scopo di aiutare in modo specifico le PMI che hanno sede nell’Unione Europea e in Ucraina ad utilizzare al meglio la proprietà intellettuale, fornendo un sostegno economico per coprire i costi relativi al suo sfruttamento.

Per il 2024 il Fondo ha come obiettivo quello di aiutare finanziariamente le PMI che desiderano:

  • proteggere i loro marchi, disegni o modelli mediante sistemi di Proprietà intellettuale nazionali, regionali, europei o internazionali
  • godere dei benefici di un servizio di pre-diagnosi della proprietà intellettuale 
  • proteggere i brevetti a livello nazionale ed europeo utilizzando anche servizi di ricerca di anteriorità forniti dagli uffici di proprietà intellettuale degli Stati membri
  • proteggere le varietà vegetali comunitarie.

Il Fondo PMI 2024 prevede:

  • Voucher 2, con un rimborso per le tasse di registrazione di marchi e disegni nazionali ed esteri fino ad un massimo di 1.000 euro ad impresa
  • Voucher 3, con un rimborso delle tasse di deposito per brevetti nazionali ed esteri fino ad un massimo di 3.500 euro e rimborso delle spese di consulenza per la redazione e il deposito delle domande di brevetto europeo fino ad un massimo di 2.000 euro
  • Voucher 4, con un rimborso delle tasse di deposito e di esame online delle domande di varietà vegetali comunitarie fino ad un massimo di 1.500 euro

Il Fondo PMI 2024 di EUIPO si chiuderà il 6 dicembre 2024, salvo esaurimento anticipato della dotazione finanziaria. Le imprese interessate possono fare domanda online sul sito di EUIPO (https://www.euipo.europa.eu/discover-ip/sme-fund/overview?mtm_campaign=ip-it)

by Pietro Borsari Pietro Borsari Nessun commento

Al via la presentazione delle domande per i WIPO Global Awards

La WIPO, l’Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale, ha istituito nel 2022 i WIPO Global Awards, un premio destinato ad imprese ed individui che hanno utilizzato la proprietà intellettuale per commercializzare prodotti e servizi dal grande valore innovativo e creativo in vari settori, inclusi i marchi locali e internazionali o la tecnologia verde, nel proprio paese e al di là dei confini nazionali.

Per accedere al premio è necessario essere una PMI o una start-up situata in almeno uno dei 193 Stati membri della WIPO. Tutte le candidature devono essere presentate in una delle sei lingue ufficiali dell’ONU (arabo, cinese, inglese, francese, russo o spagnolo) o in giapponese entro il 31 marzo 2024.

Analogamente alle edizioni precedenti, una giuria indipendente di esperti selezionerà fino a sette vincitori. L’annuncio dei vincitori avverrà pubblicamente durante una cerimonia di premiazione che si terrà durante l’Assemblea generale dell’WIPO prevista per luglio 2024 presso la sede dell’WIPO a Ginevra, in Svizzera.

Quest’anno, i giurati prenderanno in considerazione anche il contributo di ogni azienda concorrente al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite, un criterio che si pone in linea con lo spirito del premio, ispirato all’idea che vi sia un valore sociale nell’innovazione nel campo della proprietà intellettuale. I vincitori non riceveranno solo un riconoscimento, ma potranno beneficiare anche di un sostegno per le loro strategie di impiego della proprietà intellettuale, tra le quali figurano la raccolta fondi, supporto pubblicitario e opportunità di partnership.

by Pietro Borsari Pietro Borsari Nessun commento

Marry Christmas and happy New Year

Our office is closed from 23 December 2023 until 7 January 2024

Lo Studio sarà chiuso dal 23 dicembre 2023 al 7 gennaio 2024

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For urgent matters please write to trademarks@manzella.eu and patents@manzella.eu

Per questioni urgenti potete scrivere a trademarks@manzella.eu e patents@manzella.eu

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Quest’anno, come negli anni precedenti, lo Studio Manzella & Associati aderisce al Progetto All for Colegial dell’Associazione Cose dell’Altro Mondo ODV di Formigine (MO). 

Maggiori informazioni su questo progetto benefico sono reperibili al sito dell’Associazione:

https://www.cosedellaltromondo.net/progetto-brasile-all-for-colegial.php

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Il 2023 della proprietà intellettuale: un anno di cambiamenti

Per l’Italia il 2023 ha rappresentato un anno importante, denso di cambiamenti per il settore della proprietà intellettuale. Finalmente è entrata in vigore la Unified Patent Court (Corte Unificata dei Brevetti), con Milano scelta per sostituire Londra come terza sede della Divisione Centrale a partire dal giugno 2024. L’esito dell’intesa che ha visto la ricollocazione della sede a Milano è stato accolto come un grande successo e un’opportunità straordinaria per il nostro paese, nonostante una riduzione delle competenze previste.

Con la Corte Unificata ha preso il via anche la nuova tutela, rappresentata dai brevetti europei con effetto unitario. I primi dati confermano l’interesse degli stakeholders per questo nuovo istituto, creato per armonizzare la tutela, oltre che il mantenimento, la difesa e l’azionamento dei titoli brevettuali nei paesi, tra quelli aderenti alla Convenzione sul Brevetto Europeo, facenti parte della Unione Europea e in regime di cooperazione rafforzata per dare vita a una tutela brevettuale unitaria. Ad oggi risultano registrati 16.296 brevetti europei con effetto unitario, che rappresentano il 16,8% dei brevetti europei concessi dal 1° giugno 2023, data a partire dalla quale è stato possibile  presentare richieste di effetto unitario. Questi brevetti appartengono a diversi settori tecnologici, tra i quali la tecnologia medica (11,5%), l’ingegneria civile (5,9%), la tecnologia dei trasporti (5,4%), misure (5,3%), computer technology (4,3%), farmaceutica (3,7%).

Un’altra importante novità di quest’anno ha riguardato la riforma del Codice della Proprietà Industriale, entrata in vigore lo scorso 23 Agosto, con lo scopo di rafforzare la competitività economica dell’Italia attraverso la tutela dei diritti di proprietà industriale e al contempo semplificare le procedure amministrative. La riforma include numerosi interventi che, pur non andando a modificare radicalmente l’impianto del Codice, mirano a rafforzare gli strumenti di protezione che imprese ed enti di ricerca, in particolare, hanno a disposizione per difendere i propri sforzi competitivi.

“Innovazione” per Manzella & Associati significa opportunità, ma anche impegno, ad aggiornarsi continuamente per trasformare le sfide che accompagnano i cambiamenti, in nuove possibilità per quanti investono in ricerca e sviluppo.

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Al via il nuovo centro di mediazione dell’EUIPO

Lo scorso 22 novembre è stato ufficialmente aperto il centro di mediazione presso l’EUIPO, l’agenzia responsabile della registrazione di marchi, disegni e modelli dell’Unione europea. Questo centro fornirà gratuitamente servizi di risoluzione alternativa delle controversie a tutte le parti coinvolte in dispute sulla proprietà intellettuale pendenti.

Il centro di mediazione, raggiungibile attraverso il portale online di EUIPO, aiuterà le parti mediante un unico procedimento informatico, ovviando in tal modo a contenziosi onerosi e complessi e favorendo composizioni rapide, efficienti e integrali. A beneficiare maggiormente di questo servizio ci sono le piccole imprese, che potranno godere di una risoluzione dei conflitti più accessibile, soprattutto per quanto concerne i casi di controversie transnazionali.

Secondo Joao Negrao, Direttore esecutivo di Euipo, l’istituzione di questo centro rappresenta un passo importante verso un sistema più efficace di gestione dei contenziosi, che dia maggiore tutele ai diritti di proprietà intellettuale di cittadini e imprese e riduca i costi e la previsionalità delle controversie.
Negli ultimi anni, a causa dell’aumento delle richieste di marchi UE da parte di imprese con sede in paesi terzi, che oggi rappresentano ben il 42% del totale delle richieste, le controversie transfrontaliere in materia sono diventate sempre più comuni e rischiano di ingolfare il sistema europeo di contenzioso allungando i tempi ed aumentando i costi a carico delle imprese.

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OpenAI si impegna a pagare le spese legali per gli utenti accusati di violazione del copyright

Arriva la decisione di Open AI, azienda che gestisce ChatGPT, di impegnarsi a pagare le spese legali per tutti gli utenti che sono stati citati in giudizio per violazione del copyright in relazione all’utilizzo del chatbot. 

Si tratta di una strategia di “Copyright Shield” che mira a fornire tutela agli utenti business di ChatGPT Enterprise e della piattaforma disponibile per gli sviluppatori. L’annuncio è avvenuto il 6 Novembre al DevDay, quando il CEO di OpenAI, Sam Altman, ha dichiarato che l’azienda intende porsi a difesa dei suoi clienti sobbarcandosi i costi dell’assistenza legale di questi ultimi davanti a procedimenti giudiziari legati alla violazione del Copyright nell’ambito dell’utilizzo di ChatGPT Enterprise e API. Si tratta di una linea già adottata da colossi come Microsoft, Google e Amazon, i cui utenti erano rimasti a loro volta coinvolti in controversie giudiziarie sempre legate alla violazione del copyright.

Una contromossa che le grandi major hanno messo in campo in risposta alle proteste che, negli ultimi mesi, hanno travolto il mondo dell’intelligenza artificiale. Le critiche riguardano principalmente l’impiego dell’AI nelle professioni creative: Cinema, arte, letteratura, il timore di molti è che le grandi aziende, in barba alle regole sul copyright, utilizzino i prodotti della creatività umana per istruire le intelligenze artificiali alla produzioni di contenuti sempre più elaborati per poi sostituirle gradualmente ai tanti lavoratori del settore. Un tema questo che ha spinto molti artisti e sceneggiatori a scendere in piazza in occasione dell’enorme sciopero che ha bloccato l’industria di Hollywood per mesi. A portare la polemica dalle piazze ai tribunali è stata la comica statunitense Sarah Silverman, seguita subito dopo dall’Authors Guild, il sindacato che riunisce i professionisti dell’industria editoriale americana, che si è impegnato ad inserire nei contratti una clausola che impedisca ai testi prodotti di essere utilizzati per l’addestramento delle intelligenze artificiali.

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Pubblicato il report “World Intellectual Property Indicators 2023” di WIPO 

La WIPO, l’Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale, ha pubblicato il rapporto sugli indicatori mondiali della proprietà intellettuale 2023, un documento che racconta l’andamento del sistema della proprietà intellettuale nel mondo.

Nel 2022 l’attività brevettuale ha raggiunto nuovi record a livello globale, con lo slancio offerto dai sistemi di innovazione indiani e cinesi, ma sul futuro di questi risultati incoraggianti incombono tuttavia alcune incertezze, dovute alla situazione politica ed economica in diverse aree del pianeta.

L’indagine rileva un aumento considerevole dei depositi di brevetti in Cina e India,  entrambi paesi tra i principali responsabili della crescita mondiale nel 2022. Le domande presentate da cittadini cinesi sono quasi 1,58 milioni, sia nelle giurisdizioni nazionali che in quelle estere, a seguire troviamo gli Usa con più di 505 mila domande, il Giappone con 405 mila, la Corea del Sud con 272 mila e la Germania con più di 155 mila domande.

A partire dall’anno 2021 quella informatica è diventata la tecnologia più frequentemente presente nelle domande di brevetto pubblicate a livello mondiale, con l’11,1% del totale, a seguire troviamo le macchine elettriche, la misurazione, la tecnologia medica e la comunicazione digitale.

Per quanto riguarda i marchi, nel 2022 sono state depositate 11,8 milioni di domande di marchio nel mondo. Nonostante gli strascichi della distorsione pandemica il dato tendenziale dei depositi continua ad essere positivo. Anche nel settore dei marchi a dominare la prima posizione è la Cina, con 7,7 milioni di classi di domande nazionali presentate nel 2022; seguono Usa, Turchia, Germania e India.

Per quanto concerne invece le indicazioni geografiche, i dati forniti dalle 91 entità nazionali e regionali analizzate indicano che nel 2022 erano in vigore 58.400 indicazioni geografiche protette (IGP). A dominare il podio troviamo la Cina (9.571), l’Ungheria (7.843) e la Germania (7.386).

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Prorogata nuovamente la sanatoria del credito di imposta per ricerca e sviluppo

È stato pubblicato lo scorso 18 ottobre in Gazzetta Ufficiale il decreto legge dal titolo “Misure urgenti in materia economica e fiscale, in favore degli enti territoriali, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili”, contenente un nuovo rinvio dei termini per il versamento del credito per ricerca e sviluppo.

La sanatoria del bonus è stata ulteriormente prorogata al 20 giugno 2024 rispetto alla precedente scadenza prevista per il 30 novembre 2023. Il testo si riferisce alle somme maturate nei periodi d’imposta successivi al 31 dicembre 2014 fino al 31 dicembre 2019 e prevede la possibilità di restituzione senza applicazione di sanzioni e interessi, oltre al rinvio dei termini di decadenza per l’emissione degli atti impositivi da parte dell’Agenzia delle Entrate che riguardano i crediti utilizzati tra il 2016 e il 2017.

Il decreto legge dà ufficialmente il via al percorso che porterà all’approvazione del disegno di legge di bilancio per l’anno 2024, un testo che, in coerenza con il quadro presentato nella NADEF, intende proseguire nel solco di quanto previsto nella legge di bilancio 2023. 24 miliardi di investimento, di cui 16 provenienti da extra deficit e 8 dalla riduzione delle voci di spesa dei ministeri, impiegati per la proroga del taglio al cuneo fiscale, gli incentivi all’occupazione e i fringe benefit per i lavoratori. Fisco, lavoro e impresa sono le parole chiave di una manovra che ha l’ambizione di sfidare una congiuntura economica complessa, spingendo il dato della crescita e contrastando la nuova spinta inflazionistica.

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La proprietà industriale in un mondo in conflitto: una breve retrospettiva storica

I tragici avvenimenti che hanno recentemente riacceso le ostilità nella striscia di Gaza e il conflitto in Ucraina che perdura ormai da più di un anno e mezzo inducono qualche riflessione sul ruolo svolto dalle guerre nella storia del settore della proprietà industriale. Tutte le guerre combattute nell’ultimo secolo hanno avuto un grande impatto sul settore della proprietà industriale, un impatto che riflette specularmente lo spostamento della produzione economica e della ricerca scientifica dai beni e servizi tradizionali alle forniture belliche. Ma non è solo la guerra ad aver influito sul settore dei marchi e brevetti: questi ultimi infatti hanno giocato e giocano un ruolo chiave, seppur apparentemente collaterale, in diversi conflitti. É il caso, ad esempio, della prima guerra mondiale. 

Durante la seconda metà del XIX secolo, i brevetti per invenzione erano già un elemento essenziale nelle strategie industriali di molte aziende. Non è un caso infatti che, a partire dalla seconda metà dell’800, fu decisiva la pressione esercitata dagli ambienti industriali nel convincere i legislatori da un lato all’altro dell’oceano Atlantico a costruire una rete normativa internazionale omogenea, uno strumento necessario per agevolare la concessione dei brevetti in più paesi contemporaneamente. Il mondo stava vivendo inconsapevolmente una “proto-globalizzazione”, che sarebbe stata drammaticamente interrotta del primo terribile conflitto mondiale nel 1914.

Lo scoppio della Prima Guerra Mondiale interruppe bruscamente questo ordine globale fondato sui commerci e la collaborazione legislativa. L’arruolamento negli eserciti e la rottura dei rapporti fra i paesi belligeranti sottrassero capitale umano, risorse economiche e importanti vantaggi politici al settore della proprietà industriale, ostacolando il lavoro di entità quali l’AIPPI (Associazione Internazionale per la Protezione della Proprietà Industriale), che si occupava di costruire ponti fra agenti brevettuali in tutto il mondo al fine di individuare strategie atte a migliorare lo sfruttamento internazionale dei brevetti. Ma la proprietà industriale divenne anche un’arma durante il conflitto, al servizio di una guerra parallela a quella combattuta nelle trincee, quella economica. I paesi belligeranti sospesero la concessione di brevetti utili alla difesa nazionale e imposero un divieto generalizzato rivolto alle domande di brevetto presentate da cittadini di paesi nemici. Un caso emblematico fu il sequestro da parte dei paesi “Alleati” dei brevetti austriaci e tedeschi, con finalità di sfruttamento. Nonostante tutto i progetti di armonizzazione legislativa proseguirono tra i paesi che avevano formato delle alleanze militari, anche se con lo scopo di rafforzare i mezzi della guerra economica.

Con la fine della Grande Guerra si tentò di ridare slancio all’internazionalizzazione del diritto, anche in relazione ai sistemi brevettuali, ripristinando gradualmente il funzionamento internazionale dei brevetti. I trattati di pace non solo ristabilirono i diritti di proprietà e le convenzioni internazionali, ma stabilirono anche vari periodi di tempo eccezionali per facilitare la conservazione dei brevetti. Il mondo era infine tornato a parlare una lingua comune in tema di brevetti.

L’epoca dei conflitti mondiali ha rappresentato un’ardua sfida per il sistema della proprietà industriale ma ogni guerra rappresenta in realtà un elemento di intrusione dirompente in qualsiasi settore ordinato dal diritto, che tuttavia ha dimostrato di essere lo strumento più efficace per servire anche un’umanità in guerra. Il diritto, come i sistemi da esso prodotti, incluso quello della proprietà industriale, è un’elemento prezioso per regolare rapporti di ogni tipo tra gli esseri umani ma anche uno strumento nelle mani del legislatore che può manipolarlo secondo le sue finalità. Può ampliarsi o restringersi, piegarsi o rompersi, a seconda delle esigenze dell’uomo, esso rappresenta tuttavia in ogni epoca storica un’inesauribile fonte di pace e giustizia, un emblema della civiltà e un materia robusta con la quale costruire ponti fra le nazioni.

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