Greenwashing: Il Consiglio semplifica la direttiva Green Claims

by Pietro Borsari






Lo scorso 17 giugno il Consiglio Ambiente (all’interno del Consiglio Ue) ha approvato il general approach in merito alla Direttiva Green Claims, apportando alcune significative modifiche alla proposta elaborata dalla Commissione e presentata il 22 marzo 2023.La direttiva in questione mira a contrastare il fenomeno del cosiddetto “Greenwashing”, ovvero le false attestazioni di sostenibilità utilizzate per ingannare consumatori, investitori e attori di mercato, imponendo regole chiare in merito alle affermazioni rilasciate dalle aziende sull’impatto ambientale.

A seguito di un lavoro svolto sulla proposta iniziale, il Consiglio ha introdotto una procedura semplificata per alcune dichiarazioni, riducendo l’onere per le imprese. Invece di una valutazione completa, le aziende potranno compilare una Documentazione Tecnica Specifica, una sorta di autocertificazione. Si tratta di un’esenzione che verrà applicata nel caso in cui il prodotto in questione rispetti i requisiti europei, abbia già una certificazione ambientale, riguardi pratiche agricole sostenibili o la dichiarazione ambientale rientri tra quelle indicate dalla Commissione europea in futuri atti esecutivi.

Saranno escluse dalla procedura semplificata le affermazioni comparative, relative al clima o alle prestazioni future. Le informazioni dovranno essere facilmente accessibili da parte dei consumatori, sia fisicamente che digitalmente. Il Consiglio ha inoltre confermato il divieto di dichiarare l’impatto ambientale neutrale sulla base di una compensazione delle emissioni, se non supportato da un piano verificato e trasparente.

Le etichette ambientali dovranno essere certificate da un soggetto terzo, ma gli Stati membri potranno esentarle dalla verifica se rispettano criteri equivalenti alle norme europee. Anche le microimprese saranno soggette a verifica, con 14 mesi di tempo in più per adeguarsi. Sono previste misure di sostegno per aiutare le PMI.

La direttiva appartiene ad un pacchetto di misure di contrasto alla crisi climatica, una strategia volta a raggiungere un obiettivo ambizioso: la neutralità climatica europea entro il 2050. 

Sebbene non possa essere direttamente applicata dagli Stati, la direttiva dovrà essere recepita da ciascun Paese membro entro il 27 marzo 2026.

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